Bruno Giussani ci insegna a volare
Salotto letterario a Ponto Valentino. Fazioli, Genetelli, Hmine, Bulloni e Falchetti
Ho preparato il salotto, l’ho reso accogliente con sedie, bicchieri, candele, tutti spaiati. Ho acceso il camino. Mi sono persino preparata una playlist musicale apposta per questa sera. Mi immagino che all’inizio, prima di prendere confidenza, magari qualcuno commenterà le mandorle nei fichi, i brani scelti, il Crudèll dei Fratelli Meroni.
Affatto.
Arrivano tutti più o meno insieme, tranne Hmine e Fazioli che si sono persi, perché gli ho dato le indicazioni sbagliate.
Genetelli chiarisce subito: “Stiamo fuori, sul terrazzo. La casa serve solo per dormire”. E aggiunge: “Dammi una birra normale, a me piacciono le cose normali”.
Ci rivestiamo. Trasferiamo in terrazzo un po’ di candele, un po’ di bottiglie. Ottavia, per fortuna, mi dà soddisfazione: mangia una meringa dietro l’altra e apprezza il vino.
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Pubblicato su Viceversa, maggio 2026
Margherita Lupi, la prima astronoma ticinese, è entrata in un libro per bambini
È uscito da poco un libro per bambine e bambini sulla prima astronoma ticinese; la storia di una maestra che portava le sue allieve a guardare le stelle
Qui si intrecciano letteratura, astronomia, illustrazione, divulgazione scientifica. La scrittrice e editrice Maria Rosaria Valentini ha chiesto a me e alla giovane illustratrice Mavie Steffanina di studiare e creare un libro su Margherita Lupi, la prima astronoma ticinese e forse fino ad ora l’unica che abbia pubblicato un manuale di astronomia nel nostro Cantone.
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Pubblicato sulla Rivista della Società di Astronomia Ticinese Meridiana
Marie-Louise Vogt, una idrogeologa svizzera in Afghanistan
Mani che trasformano. Una storia argentina
Essere nata in Argentina nel 1975 significa già di per sé avere una cicatrice. E Victoria, che mi ha stupita per la sua bellezza calda e solare, con i capelli selvaggi e il sorriso dolcissimo, accetta di raccontarmi la sua storia.
Davanti a un tè e dei biscotti. Parla, parla, come se non ci fosse più dolore: “L’amore è stato più forte”, dice. Lo ha attraversato e adesso, quella storia, lei è in grado di appoggiarla lì, accanto al vassoio dei pasticcini, delicatamente. Perché ormai fa parte di lei, del suo paese, di quello che hanno vissuto.
Cominciamo.
«Sono nata in aprile a Tucuman, in una casa con un fratello di un anno e due genitori studenti in Architettura, militanti di sinistra. Mio papà e mia mamma si erano conosciuti al Partito rivoluzionario dei lavoratori: facevano politica, studiavano, lavoravano, erano giovanissimi e volevano dei bambini. Si amavano tanto, lo so dalle fotografie e dai racconti dei miei nonni, degli zii e poi lo so e basta.
Una sera, io avevo un anno e cinque mesi, sono venuti i militari a prenderli.
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Pubblicato su Ticino7
Fotografia di Francesca Agosti
Andri Marugg e i Nomad Games in Kazakistan
Reportage dal Kazakistan - prima parte
Sono andata alla ricerca dei nomadi, gente che viaggia leggera; li ho trovati nel cuore della steppa e in Engadina.
Quando lo chiamo, Andri Marugg per parlarmi deve andare in fondo a un prato, sul suo alpe sopra Zuoz, e urlare anche un po’ nel vento: «Io tiro con l’arco dal cavallo al galoppo! Tra un mese vado a fare una gara in Kazakistan... ci vediamo lì?». Ci vediamo lì.
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Manuel Maria Perrone, picaro in libertà
Se c’è un’immagine del viaggio picaresco ai nostri giorni dalle nostre parti, per me è Manuel Maria Perrone seduto in un treno a raccontare le sue storie. È così che l’ho conosciuto, quella volta in treno che stavamo andando nel deserto della Tunisia da alcuni pastori danzatori e lui raccontava del suo viaggio precedente: accompagnare un’asina a vedere il mondo. Già, che c’è di strano? Lo fa spesso, dato che uno dei suoi migliori amici è un allevatore di asini molto sensibile alla crescita spirituale dei suoi animali. Manuel, dice, è un napoletano nel corpo di uno svizzero. Gli aleggia intorno un’aria zingaresca; e pensare che sua nonna materna aveva vinto il concorso di ragazza più ariana della sua città, nella Germania del secolo scorso.
Pubblicato su Ticino7, ottobre 2023
I bambini di Ponto Valentino raccontano la loro Valle di Blenio
Mi metto nel pratone, quello vicino all’orto del Pierino, del Giovanni e della Maris. Oltre l’orto, i bambini stanno giocando al parco giochi. C’è la merenda e uno alla volta vengono da me, sulla coperta, a raccontare. Gli faccio un’intervista ogni anno per cinque anni. Poi alla fine consegnerò a ognuno le sue cinque registrazioni e loro potranno risentirsi.
La prima è una bambina dall’aria fragile che però è forte, come quei fiorellini di montagna che chissà come trovano il coraggio di crescere nella roccia a milleduecento metri. Sarà che il timo lì vicino li incoraggia. Lei ha le idee chiare: «Mi chiamo Nina, mi piace il circo, da grande vado in città». Però adesso non vuole andare da nessun’altra parte, perché Ponto Valentino è il posto più bello del mondo. «Ci sono i miei amici, due chiese, la bettola, e si possono sempre vedere agnelli appena nati. Quando non voglio vedere nessuno pianto un cartello davanti a casa con scritto ‘niente ospiti’, così me ne sto per conto mio».
Pubblicato su la Domenica
Giordi e il Centro svizzero per paraplegici di Nottwil
Il segreto
della vita è
trasformarsi
Il suo mestiere è: accompagnare la paura, consolare lo sconforto, riportare alla vita, insegnare a ritrovare i gesti quando una parte del corpo non risponde più. Si chiama Giordi, nata Nadia Dell’Oro, è di Prugiasco, lavora a Nottwil, racconta la sua vita a chi ne ha bisogno: il giorno prima di compiere venti anni ha avuto un incidente con la moto, è rimasta in sedia a rotelle e oggi aiuta chi è nella sua stessa situazione a non soccombere. Anzi: a ritrovare la vita, con gioia.
Fotografie alla Fondazione Roberto Donetta
Maria Rosa Bozzini negli anni Settanta e Ottanta ha prima sognato poi contribuito a fondare l'Archivio del fotografo bleniese Roberto Donetta.
Tutto nasce nella camera del fumo e c'entra con i solai pieni di polvere che i bambini amano esplorare.
Pubblicato su Azione, estate 2022
Igor Mamlenkov, storia di un clown russo
Conosco Igor come artista e apprezzo il suo sogno sulla scena. «Dobbiamo evadere, dobbiamo trovare l’amore e un mondo più bello fuori da questa realtà», dice. E conosco Igor come persona, come russo che viene da una cittadina al confine con l’Ucraina. «Mi sono sempre un po’ vergognato dell’accento della mia famiglia, così campagnolo, così ucraino. E adesso invece credo sia proprio il momento di andare in giro a parlare così come ho imparato, con quell’accento».
Pubblicato su Ticino7, estate 2022
Essere Gay nelle Tre Valli - Storia di Andrea
«Sono sempre stato un ragazzino sensibile e romantico, ma anche estroverso e in accordo con me stesso. Mi innamoravo delle bambine e dicevo che volevo sposarle, cosa che fa sempre deliziare gli adulti. Poi quando si arriva all’età in cui il desiderio dell’altro non è più solo sentimentale ma anche fisico, mi sono accorto che mi piacevano i maschi. All’inizio mi è sembrato sbagliato, anormale, ho provato a cancellarmi e a riprendere lo schema più diffuso; ripromettevo a me stesso che sarei cambiato, che avrei fatto degli sforzi, che avrei pensato alle ragazze e non ai ragazzi. Quando sei adolescente non vuoi essere diverso, vuoi far parte di un gruppo. Ma non era facile. Ero effemminato e amico delle femmine. Ero cattolico praticante, ma percepivo che anche in seno alla Chiesa stavo in una posizione scomoda. Se parlavo apertamente con qualcuno, spesso mi diceva: Ma perché ostenti la tua omosessualità? E allora dovevo censurarmi, diventare diverso da me stesso».
Pubblicato sulla Rivista 3valli, aprile 2022
Morena Pedruzzi: parliamo un po' di te
Morena Pedruzzi è una ragazza di paese, di montagna. Viene dalla Leventina, è ergoterapista e suona nella Filarmonica di Faido e nella guggen Carnasc Band. È autrice del libro Risollevarsi (uscito a novembre scorso per le edizioni Iet), in cui racconta il lungo percorso che ha affrontato dopo l’attentato terroristico di cui è stata vittima nel 2011. Il suo ritorno alla vita e l’equilibrio ritrovato si devono a un certo suo ‘carattere montano’, al sostegno di famiglia e amici, all’amore per il suo lavoro e alla cocciutaggine di inseguire sempre le sue passioni.








