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Academy al Locarno Film Festival: è come l'amore

 

Locarno Film Festival 

A colloquio con il responsabile della Locarno Filmmakers Academy per scoprire talenti tra i filmmakers

È come l’amore. Anzi, è proprio amore. Il Cinema non si può fare senza urgenza, senza bisogno, senza essere in due. Due sguardi, una cinepresa e uno spettatore. Stefano Knuchel sembra saltare quando parla, anche se è calmo e racconta con voce pacata della passione, quella vera. Sembra sgambettare di gioia ma non si muove: sono le sue parole che arrivano come un treno in corsa.

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Festival del film Locarno: l'Industry Office



 
L’industria del Cinema

Festival di Locarno La parte pratica dei film

Ci fa notare Nadia Dresti che al giorno d’oggi è più facile produrre un film che farlo girare nelle sale. E non solo in Svizzera, ovunque: «I film che arrivano per partecipare al Festival del film Locarno sono sempre di più. Trovare un distributore è più difficile che ottenere finanziamenti! Ecco perché c’è bisogno di riflettere: quale film fare, come farlo, che linguaggio usare. Bisogna riuscire ad attirare il pubblico proponendo idee originali, nuove, attrattive» illustra la responsabile del settore Industry del Festival.
Nadia Dresti, delegata della Direzione artistica e responsabile delle attività internazionali, recentemente promossa anche alla carica di vice Direttore artistico, fa un mestiere per il quale non solo la competenza è importante ma, per usare le sue parole, «se non sei simpatico, sei fregato».

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Proiezionisti del Festival del Film Locarno e vecchie pellicole


L’uomo nell’ombra è quello che fa luce. Se ne sta nella sua stanza, in fondo alla sala da cinema, da solo; lontano dai riflettori: è lui il riflettore e gli piace così.
I proiezionisti sono uomini discreti, non cercano la folla, sono artigiani. Amano la pellicola, il suo rumore, la sua fragilità e la sua potenza. Ci accolgono nei loro loculi scuri, sono sorridenti e contenti di parlare; ma poi, quando devono far partire il film, ci congedano con gentilezza e si vede che tornano volentieri al loro lavoro concentrato, appartato, taciturno.
Il papà di Jean-Michel era proiezionista pure lui, così da bambino un giorno lo ha portato con sé a vedere Robin Hood dalla cabina di proiezione. Poi ogni anno, per Natale, prendeva il figlio al lavoro e insieme vedevano il nuovo cartone animato di Wald Disney. Jean-Michel guardava un po’ il film e un po’ suo papà.  

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Foto di Stefano Spinelli
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