Bruno Giussani ci insegna a volare
Salotto letterario a Ponto Valentino. Fazioli, Genetelli, Hmine, Bulloni e Falchetti
Ho preparato il salotto, l’ho reso accogliente con sedie, bicchieri, candele, tutti spaiati. Ho acceso il camino. Mi sono persino preparata una playlist musicale apposta per questa sera. Mi immagino che all’inizio, prima di prendere confidenza, magari qualcuno commenterà le mandorle nei fichi, i brani scelti, il Crudèll dei Fratelli Meroni.
Affatto.
Arrivano tutti più o meno insieme, tranne Hmine e Fazioli che si sono persi, perché gli ho dato le indicazioni sbagliate.
Genetelli chiarisce subito: “Stiamo fuori, sul terrazzo. La casa serve solo per dormire”. E aggiunge: “Dammi una birra normale, a me piacciono le cose normali”.
Ci rivestiamo. Trasferiamo in terrazzo un po’ di candele, un po’ di bottiglie. Ottavia, per fortuna, mi dà soddisfazione: mangia una meringa dietro l’altra e apprezza il vino.
Continua...
Pubblicato su Viceversa, maggio 2026
Margherita Lupi, la prima astronoma ticinese, è entrata in un libro per bambini
È uscito da poco un libro per bambine e bambini sulla prima astronoma ticinese; la storia di una maestra che portava le sue allieve a guardare le stelle
Qui si intrecciano letteratura, astronomia, illustrazione, divulgazione scientifica. La scrittrice e editrice Maria Rosaria Valentini ha chiesto a me e alla giovane illustratrice Mavie Steffanina di studiare e creare un libro su Margherita Lupi, la prima astronoma ticinese e forse fino ad ora l’unica che abbia pubblicato un manuale di astronomia nel nostro Cantone.
Continua...
Pubblicato sulla Rivista della Società di Astronomia Ticinese Meridiana
Perché facciamo la guerra?
Abbiamo passato qualche anno convinti che ormai le guerre per noi erano cose del passato oppure che appartenevamo ormai soltanti ai paesi lontani. Abbiamo creduto che l’umanità si stava ricredendo: meglio fare affari economici invece che invadere il vicino, conquistare terre, distruggere città.
E invece.
Eccoci qua.
I nostri paesi hanno accolto profughi di guerra europei, l’occidentale nazione di Israele ha bombardato per mesi una parte di sé (o che vorrebbe per sé) e ci siamo ricordati che in realtà i conflitti armati non erano scomparsi, ma che qua e là, un po’ su tutto il pianeta, si continua a uccidere perché qualcosa – si pensa – vale più della vita umana.
Chissà quanto in fretta potremmo ricadere in una guerra mondiale... Come dice lo storico Yuval Harari, nel 1933 la maggior parte dei tedeschi non era psicopatica: perché allora votò per Hitler? Perché la follia entra piano piano nelle nostre vite.
Pubblicato su Rivista 3valli, aprile 2025
Quaderno della Monteforno. Un racconto di fabbrica
Quaderno della Monteforno. Un racconto di fabbrica, il nuovo libro di Sara Rossi Guidicelli, edizioni Iet
Questo libro, disponibile da settembre nelle librerie, parla di una fabbrica ticinese del Novecento, l'acciaieria attiva a Bodio, in Valle Leventina, dal 1946 al 1994 (quest'anno ricorre il trentesimo dalla sua chiusura). Vi si trovano storie di immigrazione, di lavoro, sudore, operai, mogli, figli, ristoratori, sindacalisti e responsabili del personale: un racconto corale che non ha la pretesa storica di "spiegare la Monteforno", ma che segue il filo umano, emotivo e poetico per parlare di un'epoca, tra mondo del lavoro e sogni personali. L'autrice fa rivivere il rosso delle montagne di Bodio (il ferro che usciva dai camini si posava sulle piante dando un tocco di autunno perpetuo), i mercoledì pomeriggio dei bambini del paese, a frugare tra i rottami per costruirsi una bicicletta, il treno che portava giovani ragazzi meridionali abituati alla luce fra le nostre aspre montagne, le lettere trovate nel cassetto di un operaio...
Per saperne di più clicca qui.
Elefanti in giardino, di Meral Kureyshi, pubblicato in italiano da Dadò Editore
Baba dice: Se qualcuno ti tira pietre, tu dagli del pane. Baba è il papà della protagonista, che dedica il suo racconto al padre, che è dentro una bara, che è dentro la terra.
L’autrice, Meral Kureyshi, si è presentata davanti alle ragazze del Liceo di Lugano 2 precisando subito che, nonostante spesso una certa critica la definisca “una giovane donna che scrive di migrazione in un romanzo autobiografico”, lei preferisce dire semplicemente che si occupa di letteratura. E questo è l’errore che sovente si tende a commettere: incasellare gli artisti. «Mi sento una persona che scrive, mi diverto a scrivere, scrivo di quello che so e che mi tocca, mescolando ciò che ho vissuto io o quello che hanno vissuto altre persone. Il mio è un libro su un padre meraviglioso, divertente, pieno di difetti, che muore e lascia un grande vuoto in una famiglia scapestrata, sghemba, che arriva dal Kosovo, parla turco e cerca di capire come iniziare una nuova vita in Svizzera. Certo, ci sono molti elementi autobiografici, ma anche tanti miscugli con altre storie e con la mia fantasia. La verità mi ha sempre annoiata: quando scrivo gioco, provo piacere a lasciarmi condurre dalla scrittura, che a volte mi porta lontana dalla prima realtà che avevo in mente e mi mette davanti un’altra realtà, che accolgo con meraviglia».
Leggi tutto...
Fotografia di Matthias Günter
Pubblicato su Ticino7, aprile 2024
Il dottor Andreas Wechsler e il suo libro di biologo pediatra sull'infanzia e adolescenza
L’allegro manuale di biologia che spiega ai genitori lo sviluppo infantile
Esce per Casagrande il secondo libro del pediatra Andreas Wechsler: «Genitori, non sbagliate mai e adesso vi dico il perché»
«Il bambino si sviluppa, non viene sviluppato. Cresce, non viene cresciuto. È questa la buona notizia che vorrei dare a voi genitori: non preoccupatevi troppo, divertitevi con i vostri figli, perché se vi rilassate va tutto meglio e i bambini diventano comunque adulti, che voi vi agitiate o no». Stiamo parlando con Andreas Wechsler, uno dei pediatri svizzeri più amati, lavora a Lugano, e quello che è appena uscito è il suo secondo libro.
Pubblicato su Azione, primavera 2023
Un libro di racconti poetici intorno alla guerra in Ucraina, di Yevgenia Belorusets
Non è un racconto dettagliato di quello che succede, sono piuttosto pagine piene di sogno, incubi, dettagli, come appunto l’ombrello rotto di una donna che sta fuggendo dal Donbass e chissà perché si porta appresso quell’ombrello, che dovrebbe essere un riparo, mentre invece sembra piuttosto un oggetto vecchio e inutile. Se poi i ricordi si possono chiamare vecchi e inutili. Certamente Belorusets non oserebbe, perché si vede che li ama e li rispetta, i suoi personaggi strani, storti, un po’ maniaci, tenerissimi. Racconta di loro, ma mentre li guarda, ce li indica e li nomina, la scrittrice fotografa spiega anche in quale strada deserta camminano, da quale città svuotata stanno cercando di fuggire, da quale piccolo terrore sono svegliati nel proprio letto all’alba. Scrive: «In un paese così è impossibile stare, con minacce che ti arrivano da ogni parte. Ma è così. E se hai avuto la fortuna di nascere in un paese come questo, lo sai, ti adegui».
Pubblicato su Ticino7, autunno 2022
Voi che avete visto il mare
È stato pubblicato da Iet (Istituto Editoriale Ticinese) nel mese di novembre 2022, il libro Voi che avete visto il mare. Mi è venuto da scriverlo quando si è ammalata mia mamma, alcuni anni fa. Lei che era ‘diventata grande con il Sessantotto’, mi aveva raccontato bene cosa aveva significato per lei, ma c’erano molti dettagli che non conoscevo. Allora ho deciso di chiederle meglio, di interrogare anche le sue amiche, mio papà, e poi mi sono appassionata alla questione delle ideologie in generale. Ho ascoltato persone che hanno vissuto quegli anni di cambiamenti con adesione, altri che invece vi portano uno sguardo più critico. Poi mi sono venuti in mente moltissimi momenti in cui mi sono imbattuta in altri tipi di ideologia, come per esempio chi vive per l’arte, il teatro, la musica, la letteratura. E ho pensato che erano più simili a me. E poi c’è stato l’incontro con le Tre Valli, un altro tipo ancora di ricerca di senso della vita.
‘Voi che avete visto il mare’ si riferisce a tutte le persone che davanti a sé mettono qualcosa di bello da inseguire, da tenersi davanti come orizzonte o da solcare, vivere, nel quale immergersi: un ideale, una visione, una ragione per andare avanti.
Alla fine ne è uscito un mosaico di piccole storie che si intrecciano: i miei genitori, la mia infanzia in una ‘famiglia sessantottina’, lo sguardo dei miei coetanei sui sogni perduti e quelli ritrovati, tutto – spero – in modo lieve e a tratti un po’ intenerito.
Le malorose di Sara Catella, confessioni di una levatrice bleniese
Il libro di Sara Catella (Casagrande, 2022) si legge in una notte. O in un pomeriggio. Sembra di assistere a un monologo teatrale: tutto si svolge in una stanza, in una voce unica. Quella di Caterina Capra, levatrice di Corzoneso, che nel mese di novembre del 1912 sta al capezzale del parroco del paese, don Antonio Bolgeri. Caterina prima timidamente, poi con sempre più coraggio, prende la parola. E dice. Chiede. Racconta. Si interroga. Dubita. Borbotta e si prende cura. Sente che qualcosa bolle dentro di lei e deve uscire.
Pubblicato su Rivista 3valli, estate 2022
Morena Pedruzzi: parliamo un po' di te
Morena Pedruzzi è una ragazza di paese, di montagna. Viene dalla Leventina, è ergoterapista e suona nella Filarmonica di Faido e nella guggen Carnasc Band. È autrice del libro Risollevarsi (uscito a novembre scorso per le edizioni Iet), in cui racconta il lungo percorso che ha affrontato dopo l’attentato terroristico di cui è stata vittima nel 2011. Il suo ritorno alla vita e l’equilibrio ritrovato si devono a un certo suo ‘carattere montano’, al sostegno di famiglia e amici, all’amore per il suo lavoro e alla cocciutaggine di inseguire sempre le sue passioni.
Ladra di memorie: storie di Alzheimer
Quando la malattia
ci ruba la memoria
Disturbi neurodegenerativi Un libro per raccontare storie di Alzheimer, tra chi ne soffre, i famigliari e i curanti
Può colpire chiunque, con l’età è sempre più frequente, toccherà quasi alla metà di tutti noi, dopo i 90 anni, ma esistono anche forme giovanili. Parliamo di disturbi neurocognitivi maggiori, come Alzheimer, demenza senile e altre forme più rare.
L’associazione Alzheimer Ticino, che tra pochi mesi compie 30 anni di vita, ha sostenuto un libro sull’argomento che si legge come un libro di narrativa. L’autrice è la scrittrice Manuela Bonfanti Bozzini...
Pubblicato su Azione, novembre 2021
«I bambini sono creature che stanno imparando un sacco di regole», spiega ancora la traduttrice, che prima di fare questo mestiere ha studiato in Inghilterra letteratura comparata e letteratura per l’infanzia, con un’attenzione particolare al Nonsense. «I bambini stanno imparando a muoversi, a parlare, a scrivere, cercano di farsi un’idea di come è fatto il mondo e di come è bene che si comportino... Ci sono libri che aiutano questo processo, e poi ci sono autori come Carroll, Dr. Seuss, Daniil Charms, Edward Lear e molti altri, che scrivono libri-vacanza, libri-liberazione, libri-gioco che ci ricordano che con poesia e con risate si può affrontare meglio la vita. Offrono il piacere dell’assurdo, perché a volte il fatto di non capire è buffo e i bambini sono ancora bravissimi a non preoccuparsi se non tutto è perfettamente chiaro e logico. E poi anche alla rovescia si impara il mondo, anzi, dirò di più: chi non conosce le regole non può apprezzare il loro stravolgimento».
Pubblicato su Azione, primavera 2021
German Avakian e la guerra in Nagorno Karabakh
German Avakian fuma in continuazione e gesticola. Sobbalza, esclama, corre. Come i personaggi dei romanzi russi. Si agita, è un artista, è idealista, pieno di speranze. Non fa teorie, ma racconta un sacco di aneddoti. È nato nella Germania dell’Est, da famiglia armena, parlando russo, tedesco e armeno. È emigrato negli Stati Uniti, non ha imparato l’inglese, è tornato alla sua terra d’origine. Tutto questo mi ricorda il mio scrittore russo preferito: Sergej Dovlatov.
Pubblicato su Ticino7, dicembre 2020
Storie di questo mondo: un libro che racconta una cooperazione in punta di piedi
Partire. Da giovani o in età matura. Spinti da un senso di giustizia ma anche dalla voglia di conoscere se stessi in un altro luogo. La voglia di accorgersi che siamo tutti esseri umani e che la distanza da casa fa crescere nuove idee.
Non si va a “rubare il posto di lavoro” a qualcun altro; non si va a “insegnare qualcosa che anche all’altro capo del mondo sanno benissimo”; si parte con umiltà e voglia di rimboccarsi le maniche insieme, con la “valigia possibilmente vuota”, come mi hanno raccontato due ragazzi che stavano per partire, o meglio: piena di semi, da lanciare e da farsi germogliare dentro.
Continua...
Pubblicato da Azione, settembre 2020
Contro l'Empatia. Perché troppa empatia fa male
Empatia: una parola e un concetto molto alla moda. Bisogna essere empatici per stare a questo mondo senza essere tacciati di egoisti e senza cuore: mettersi nei panni degli altri, soffrire per l’umanità in difficoltà, struggersi insieme ai protagonisti di tutte le peggiori storie del mondo.
Pubblicato su Azione
Maternità: il filo che ci unisce. Storia di Angela Notari e della levatrice Lucia De Paris
Sorellanza è assenza di giudizio, ascolto, carezza. È qualcuno che viene a casa tua e riparte portandosi via il sacco dei rifiuti. È qualcuno che ti porta una teglia di lasagne da mettere in forno quando vuoi; qualcuno che ti dice: chiamami quando vuoi farti una bella doccia che vengo a casa tua a stare con il bebè. «Da quando è uscito il libro sono stata travolta dal bisogno di condividere e dalla sorellanza che teniamo nei cassetti», racconta Angela. Perché comunque il buon vecchio detto che ‘per far crescere un bambino ci vuole un villaggio’ è sempre vero, stampato in cima al cielo.
Continua...
Pubblicato su Azione inverno 2020
La culla degli obbedienti. Inchiesta sul rapporto tra educazione e potere di Francesca Mandelli
La culla degli obbedienti, di Francesca Mandelli, porta riflessioni sui rapporti tra educazione e potere

















