«Cercavi giustizia e hai trovato la legge», canta Francesco De Gregori nella sua canzone Il bandito e il campione. E così si potrebbe dire anche di Marco Mona, personaggio conosciuto che vive ad Ambrì e nella sua vita è stato avvocato, procuratore pubblico, giudice al Tribunale distrettuale di Zurigo e poi a un certo punto della sua vita si è dedicato alla Giustizia riparativa.
Oggi è proprio di questo che vogliamo parlare con lui: che cos’è la ‘giustizia riparativa’, a cosa serve, come si procede per ‘curare’ la ferita della vittima e provare a creare un dialogo tra le parti.
«Il sistema giudiziario è imprescindibile, ma è incentrato sull’autore del delitto o del reato», spiega Marco Mona. «Quando ero giudice me ne sono accorto: la vittima è presa poco in considerazione durante un processo. La vittima è utile in quanto testimone, a cui spesso si deve dire: ‘Risponda alla domanda, non divaghi, sia precisa, dica solo quello che ci serve per capire come e quanto va punito il colpevole’».
Questa sensazione che poi la vittima rimanga in qualche modo inascoltata, insoddisfatta, piena di un dolore che non è stato preso in carico, lasciava insoddisfatto anche Marco Mona, che in Tribunale lavorava. Durante la sua carriera, si è reso conto che nel sistema legale manca la possibilità di ascoltare veramente sia le vittime sia gli autori dei reati. Certo, ci sono gli psicologi apposta, che si possono consultare parallelamente a un percorso giudiziario, ma quando Marco Mona incontra l’idea di ‘giustizia riparativa’ trova qualcosa che lo convince moltissimo.
Continua...
Pubblicato su Rivista 3valli primavera 2026

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