Ladra di memorie: storie di Alzheimer

 

Quando la malattia

ci ruba la memoria


Disturbi neurodegenerativi Un libro per raccontare storie di Alzheimer, tra chi ne soffre, i famigliari e i curanti


Può colpire chiunque, con l’età è sempre più frequente, toccherà quasi alla metà di tutti noi, dopo i 90 anni, ma esistono anche forme giovanili. Parliamo di disturbi neurocognitivi maggiori, come Alzheimer, demenza senile e altre forme più rare.

L’associazione Alzheimer Ticino, che tra pochi mesi compie 30 anni di vita, ha sostenuto un libro sull’argomento che si legge come un libro di narrativa. L’autrice è la scrittrice Manuela Bonfanti Bozzini...

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Pubblicato su Azione, novembre 2021

Antonella Gabrielli: ritratti bestiali

 

Quattro anni fa, ha scoperto gli struzzi. Perché la fanno ridere. Sono goffi, gli struzzi, e lei li capisce. Li dipinge ballando, correndo, sorridendo. Ora, da poco, si è messa a parlare con le persone che hanno un cane o un gatto, che li amano con dolcezza e buon gusto, persone che le raccontano delle loro creature e che desiderano un quadro in salotto, un quadro che dia valore al gatto (o al cane) e all’arte. Allora lei apre i suoi libri (Bacon, Ingres, Van Dyck...) e cerca ispirazione. A chi metterei quella giubba da colonnello? Come starebbe la marsina sopra a uno schnauzer un po’ spettinato? La pittrice Antonella Gabrielli i veste, li pettina, sovrappone i confini dell’umano e della bestia, ricorda perché animale ha la radice di anima.

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Pubblicato su Ticino7, ottobre 2021

Uomini! Non è la lunghezza che conta

 

Parliamo del punto P

Del pene conta più la larghezza della lunghezza, tutti gli uomini prima o poi soffrono di eiaculazione precoce e infiammazione della prostata, pochissimi hanno già scoperto il loro punto P...
La sessuologa Isabel Londoño propone un viaggio nel piacere maschile, spostando l’attenzione dal fallo all’uomo


«Quando vado nelle scuole a fare educazione sessuale, mi accorgo che la prima maestra, soprattutto dei ragazzi, è la pornografia. Allora chiediamo loro quanti uomini hanno già visto andare in giro come Spiderman... Ecco nei film porno è la stessa cosa: possono piacere, ma non hanno niente a che vedere con la realtà», spiega la dottoressa specializzata in sessuologia Isabel Londoño.

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Nasce l'Archivio della diversità cognitiva per raccogliere testimonianze di chi è diversamente normale

 

L’archivio delle persone sensibili

«Crediamo che se non conserviamo nulla di loro non sapremo mai nulla. Esistono studi, film, racconti e così via che li presentano, anche molto belli e importanti; tuttavia ci sembrava che mancassero le loro voci». Da oggetto a soggetto: questo il salto che propone l’Archivio della Diversità Cognitiva.

«Questo archivio sarà uno strumento per chiunque ha voglia di capire meglio la diversità cognitiva. Ma anche ci è utile, ne sono sicuro, per capire noi stessi, il nostro mondo come lo abbiamo costruito». Perché ascoltare voci diverse che raccontano in un altro modo quello che anche noi abbiamo sotto gli occhi, ci aiuta sempre a valutare e rivalutare, sdrammatizzare e comprendere, spostare lo sguardo, scoprire, aprire gli occhi, chiuderli, girare lo sguardo. La diversità fa tutto questo.


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Pubblicato su Azione, autunno 2021

Le fiabe ci parlano di preistoria. Parole di Vladimir Propp e Glauco Sanga

 

La fiaba magica è quella con l’intreccio: viaggio, prova da superare, premio. Non ha un autore, è stata raccolta da qualcuno (per esempio i fratelli Grimm, Afanasiev, Basile, un etnologo ecc.) che l’ha ascoltata da un informatore che a sua volta l’ha sentita e tramandata. Ci si è sempre chiesti: quando e come sono nate le fiabe? perché sono così simili nei vari continenti?

Di tutti gli studiosi sull’origine delle fiabe, uno in particolare ha usato il metodo storico per scoprire questi misteri: si tratta del ricercatore russo del secolo scorso, Vladimir Propp. Egli ha dimostrato che la fiaba deriva precisamente da due riti preistorici che venivano praticati nelle società di cacciatori-raccoglitori (quindi società che esistevano in ogni continente della terra): il rito dell’iniziazione e il rito funebre, che in parte coincidono.

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Pubblicato su Azione, settembre 2021

Academy al Locarno Film Festival: è come l'amore

 

Locarno Film Festival 

A colloquio con il responsabile della Locarno Filmmakers Academy per scoprire talenti tra i filmmakers

È come l’amore. Anzi, è proprio amore. Il Cinema non si può fare senza urgenza, senza bisogno, senza essere in due. Due sguardi, una cinepresa e uno spettatore. Stefano Knuchel sembra saltare quando parla, anche se è calmo e racconta con voce pacata della passione, quella vera. Sembra sgambettare di gioia ma non si muove: sono le sue parole che arrivano come un treno in corsa.

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Pubblicato su Azione


La Fonderia Perseo di Mendrisio

 

È l’ultima fonderia del Ticino, una volta ce n’erano di più. Ora è rimasta solo la Perseo di Mendrisio, nata come Fonderia Amici nel 1952, dal nome del suo proprietario. Una fonderia è dove si cola il metallo per costruire oggetti, ma questa fonderia è nata e sopravvive ancora come fucina per artisti. A Mendrisio, infatti, in via Vignalunga 15, si fabbricano le sculture che creano numerosi artisti, quali Nag Arnoldi, Flavio Paolucci, Salvador Dalì, per dirne solo tre.

Un lavoro pesante, pieno di fumi velenosi, caldo infernale, ma diverso da tutto il resto.

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Pubblicato su Azione

Comunione e liberazione. Una finestra aperta

 


Dei ciellini si dicono tante cose, ma io non sapevo neanche come si scrive la parola Cielle. Ne ho sempre sentito bisbigliare. Sono religiosi, hanno tanti figli, stanno fra loro. Presi uno a uno sono fantastici, in gruppo aiuto. Alcuni fanno voto di castità, gli altri si preservano per il matrimonio. Pregano prima di mangiare, appendono il crocifisso in salotto. Studiano, lavorano, arrivano in alto.
Poi ne ho conosciuto un qualcuno di persona.
A Lugano, noi allievi del Liceo, se avevamo bisogno di qualcosa, andavamo da Claudio Chiapparino: ci forniva un locale per le feste, la sala per le prove di teatro, ci trovava i lavoretti estivi... In classe con una mia amica c’era la B., ultima di sette figli, che mi aveva spiegato il senso della casta attesa: «Ti immagini come diventano preziose le cose che aspetti a lungo?».

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L'eleganza di Flavio Paolucci


A tre anni diceva: Voglio fare il pittore. Non ha mai cambiato idea.
È partito per Brera, negli anni Cinquanta, per studiare arte. I suoi genitori dicevano: Non è un mestiere, non si guadagna niente, non va bene. Però finché ha potuto Paolucci ha seguito i corsi. Poi, il padre, un operaio della Cima Norma, è morto in un incidente sull’Adula, e il giovane Flavio è dovuto tornare a casa. Ha lavorato a bottega a Locarno, ha continuato a studiare, a cercarsi, 
a sperimentare i colori e le materie.
Un viaggio in Marocco, a casa di un’amica 
che aveva sposato un uomo di Casablanca, 
gli ha arricchito lo sguardo. La luce.

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Pubblicato su Rivista 3valli, giugno 2021

Storia del gabinetto. Chi non piscia in compagnia...

 

Viva la pipì

Quando abbiamo cominciato a vergognarci dei nostri bisogni e bisognini? E perché poi?

Per i romani le latrine erano luoghi di socializzazione; alle Terme di Caracalla ci stavano circa 1600 persone alla volta, ognuna seduta sulla sua tazza, a parlar di affari e amenità varie. Sotto di loro scorreva un fiumiciattolo che portava via le creazioni del momento.

Avevano addirittura la dea delle fogne, Cloacina, protettrice della Cloaca Massima. Le fogne, si sa, sono fondamentali per una vita sana: loro sì che sono state una rivoluzione del progresso, altro che la carta da gabinetto.

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Pubblicato su Ticino7, maggio 2021

No Vegan di Luca Avoledo: bufale di dieta vegana

Luca Avoledo non ce l’ha con i vegani, né con i fruttariani o i crudisti. Gli dispiace solo quando qualcuno prova a dire che una dieta non onnivora sia più salutare, più conveniente, più naturale. Più etica, magari sì, e non è poco. Ma lui, nutrizionista e esperto di salute naturale, consiglia di approfondire l’argomento basandosi su studi e ricerche scientifiche piuttosto che soltanto con il sentito dire. Ogni giorno qualcuno gli scrive per chiedergli consigli del tipo: «È vero che se divento vegano posso guarire da un tumore? L’ho letto sul web...».

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Pubblicato su Ticino7, primavera 2021

«Abbiamo tutti bisogno di Nonsense. Perché fa ridere, perché spiazza, perché meraviglia»: la pensa così Daniela Almansi, traduttrice indipendente ticinese che lavora con diverse case editrici italiane. «Non bisogna avere paura di offrire ai bambini qualcosa che li lasci perplessi, qualcosa che sia esteticamente un po’ sofisticato ma di grande qualità». Leggere prima di tutto deve essere un piacere, deve essere bello e divertente, non solo edificante in senso pedagogico o morale.

«I bambini sono creature che stanno imparando un sacco di regole», spiega ancora la traduttrice, che prima di fare questo mestiere ha studiato in Inghilterra letteratura comparata e letteratura per l’infanzia, con un’attenzione particolare al Nonsense. «I bambini stanno imparando a muoversi, a parlare, a scrivere, cercano di farsi un’idea di come è fatto il mondo e di come è bene che si comportino... Ci sono libri che aiutano questo processo, e poi ci sono autori come Carroll, Dr. Seuss, Daniil Charms, Edward Lear e molti altri, che scrivono libri-vacanza, libri-liberazione, libri-gioco che ci ricordano che con poesia e con risate si può affrontare meglio la vita. Offrono il piacere dell’assurdo, perché a volte il fatto di non capire è buffo e i bambini sono ancora bravissimi a non preoccuparsi se non tutto è perfettamente chiaro e logico. E poi anche alla rovescia si impara il mondo, anzi, dirò di più: chi non conosce le regole non può apprezzare il loro stravolgimento».

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Pubblicato su Azione, primavera 2021

Esiste il Punto G? Che ruolo ha la clitoride nel piacere femminile?

 

Esiste il punto G? No. Esiste qualcosa di molto meglio, secondo l'esperta.

«Chi fabbrica i giocattoli sessuali conosce meglio la donna di molti mariti», sorride la dottoressa Isabel Londoño, sessuologa. «Bisogna dunque fare un po’ più di informazione. E per chi ha voglia di ascoltare ci sono alcune buone notizie».

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Mali invisibili. Psichiatria della vergogna e dell'isolamento

«Fin da piccolo ricordo di essere sempre stato abbastanza male. Solitudine, tristezza, stanchezza fisica. L’inizio di una cosa che poi ho imparato a chiamare ansia. Il mio medico e i miei genitori però pensavano fosse pigrizia. Con l’adolescenza si è accentuata e si è trasformata in rabbia, depressione, pensieri autolesionisti. Assenteismo a scuola, bocciature. Sono andato da uno psichiatra, mi ha diagnosticato ‘disturbo della sfera dell’ansia’, ma non andavamo d’accordo. Mi ‘curavo’ l’ansia da solo, sbevacchiando, chiudendomi».

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German Avakian e la guerra in Nagorno Karabakh

 

German Avakian fuma in continuazione e gesticola. Sobbalza, esclama, corre. Come i personaggi dei romanzi russi. Si agita, è un artista, è idealista, pieno di speranze. Non fa teorie, ma racconta un sacco di aneddoti. È nato nella Germania dell’Est, da famiglia armena, parlando russo, tedesco e armeno. È emigrato negli Stati Uniti, non ha imparato l’inglese, è tornato alla sua terra d’origine. Tutto questo mi ricorda il mio scrittore russo preferito: Sergej Dovlatov.

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Pubblicato su Ticino7, dicembre 2020

La mazza nostrana di Albano Zuffi a Ponto Valentino

 

Imbianchino nella bella stagione, salumiere "per la sopravvivenza dei suoi clienti" nel periodo autunnale, Albano Zuffi di Ponto Valentino del maiale non butta via niente. Ha cinquant’anni, il volto di un ragazzino, il fisico di un lottatore svizzero e il sogno della sua vita è: andare un giorno a Parigi per vedere il Museo Napoleonico. Oggi parliamo di mazza nostrana.

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Pubblicato su Ticino7, dicembre 2020

Trattami male per piacere. Storie Bdsm di dominatori, dominati e mistress finanziarie

Le tariffe di una prostituta in Ticino sono più o meno queste: 100 franchi per una prestazione “normale”; 240 se c’è violenza. Negli ambienti sado-maso il rapporto sessuale normale si chiama “vanilla”, perché è dolce e soft. La relazione con violenza, invece, a volte non richiede nemmeno la penetrazione. Si può capire dunque perché molte prostitute si stiano formando per diventare dominatrici: più soldi, più frustini, meno rapporti sessuali completi.

Ma cominciamo col fare un po’ di chiarezza.

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Pubblicato su Ticino7, novembre 2020


Bibliobaobab: la biblioteca interculturale di Bellinzona e della cooperativa Baobab


Attraverso i libri

Intercultura Nuova biblioteca in Via Magoria 10 a Bellinzona aperta a tutti, anche a neonati e analfabeti

«Le storie sono un ingrediente essenziale per le nostre vite: ci prestano parole per dare forma ai nostri sentimenti e per descrivere il mondo che ci circonda»: Letizia Fontana è la responsabile della Biblioteca interculturale BiblioBaobab. Appena varcata la soglia sembra di entrare nel salotto di una persona che ama leggere: ci sono libri dappertutto e divani, tavoli, sedie, una luce calda e tutta la comodità per sentirsi a proprio agio. Letizia sorride e accoglie chi arriva: famiglie con bambini (l’angolo per i più piccoli è una stanzetta piena di cuscini che descriveremo meglio più tardi), adulti in cerca di libri in altre lingue o su altri paesi, adolescenti che faticano a trovare pane per i loro denti e stranieri che hanno bisogno di sentirsi un po’ a casa, da qualche parte.


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Pubblicato su Azione, ottobre 2020

Fotografia di Stefano Spinelli

Il museo delle Olimpiadi di Losanna


Olimpiadi: la gioia dello sforzo

Il Museo Olimpico di Losanna ripercorre la filosofia dei giochi, dall’Antica Grecia a tutto l’ultimo secolo di Olimpiadi moderne

Sembra che il mondo si divida in due: quelli per cui lo sport è una passione e quelli a cui non interessa sentirne parlare. E invece. Il modo per coinvolgere tutti c’è: basterebbe chiamarlo ‘storie di fatica’, ‘slancio umano’, ‘gioie, delusioni e ossa rotte’. Occasione di misurarsi, tutti quanti esseri umani alla pari. Gioco per la pace nel mondo. Armonia tra corpo e spirito. Lealtà, amicizia, competizione. Insomma al di là delle cronache sportive, del business dei club, c’è una storia che è meravigliosa. Umanissima.

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Pubblicato su Ticino7, estate 2020

Voglio un pelo. Storie di gente che si depila ancora e che non si depila più

 

Cosa ci dice un pelo

Depilarsi, non depilarsi... è diventato un dilemma. Una questione di moda, di rivendicazioni o anche soltanto di pigrizia

Le millennials oggi non si depilano più”. O meglio: “si depilano solo se ne hanno voglia”. Come sarebbe bello il mondo se fosse davvero così; forse i nostri nipoti (o già i figli) sceglieranno in libertà se strapparsi i peli, indipendentemente se sono maschi o femmine. Ma per molte di noi, donne del secolo scorso, il cespuglio sotto l’ascella o la gamba pelosa, non ce lo possiamo permettere. Anche se...

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Pubblicato su Ticino7, autunno 2020

Un team di badanti


C’era una volta la badante, quella che trovavi tu da solo, chiedendo al prete, a uno sportello per immigrati, a un’amica. C’era una volta la badante, quella che non sapevi come farle il contratto, non sapevi se fidarti né se a parole vi capivate. C’erano una volta quei contratti, e ci sono ancora, in cui qualcuno è sfruttato, in cui non si sa come calcolare le ore notturne, le pause, gli alimenti, la stanza, le pulizie. C’era e in parte c’è ancora un grande caos. Ma le cose piano piano stanno cambiando.

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Pubblicato su Azione, ottobre 2020

Petra Taddei: un'infermiera e il suo mondo

 

Petra Taddei vive in montagna e va in vacanza ai monti. Cura la gente in cure intense all'ospedale di Bellinzona. Non è per niente lunatica e dorme sempre abbastanza. Si sente diversa dai cittadini, ama la gente burbera, rustica e conduce una vita sobria. Vive a Ponto Valentino, in Valle di Blenio.
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Storie di questo mondo: un libro che racconta una cooperazione in punta di piedi

 

Cooperazione Per i suoi 50 anni l’Associazione Inter-Agire pubblica un libro che racconta le esperienze dei suoi cooperanti dal 1970 a oggi

Partire. Da giovani o in età matura. Spinti da un senso di giustizia ma anche dalla voglia di conoscere se stessi in un altro luogo. La voglia di accorgersi che siamo tutti esseri umani e che la distanza da casa fa crescere nuove idee.

Non si va a “rubare il posto di lavoro” a qualcun altro; non si va a “insegnare qualcosa che anche all’altro capo del mondo sanno benissimo”; si parte con umiltà e voglia di rimboccarsi le maniche insieme, con la “valigia possibilmente vuota”, come mi hanno raccontato due ragazzi che stavano per partire, o meglio: piena di semi, da lanciare e da farsi germogliare dentro.

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Pubblicato da Azione, settembre 2020

Mode devastanti: storia di un avocado

 

Qui si fa la guerra per l’oro verde, così chiamano quel frutto che nella lingua dei nostri avi significa invece ‘testicolo’, ahuacatl. Buono è, grasso e bello, fecondo, con un grande seme dentro che basta metterlo nell’acqua e ti caccia fuori le radici.

Il mondo lo ha scoperto quando ero un bambino io. È diventato di moda in California, poi in tutto il continente, adesso su tutto il pianeta. Merenda sana. Antipasto colorato, esotico. Nutrirsi bene, non ingrassare, non esagerare con la carne, lo dicono anche i medici.

E noi però moriamo.


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Pubblicato su Equilibri 2020

Per non perdere talenti: un'agenzia di collocamento al femminile

Eglantine Jamet ha fondato Artemia, un'agenzia dedicata alle assunzioni di personale dirigente, manageriale e specialistico. «Cerchiamo di trovare una soluzione pratica al problema che meno donne occupano posti nei quadri alti», spiega. «Si dice che è così perché le donne hanno meno desiderio di fare carriera, perché privilegiano la famiglia, perché scelgono formazioni diverse e molte altre scuse. Il fatto però è che il problema non riguarda solo le donne o la parità in sé. È un problema che tocca prima di tutto le aziende perché per il mondo imprenditoriale è un fallimento sapere che metà dei talenti nel nostro paese è meno accessibile. Anche per il mondo scientifico, medico, tecnologico e così via è un insuccesso ammettere che metà dei diplomati nel nostro paese non userà le proprie risorse al meglio. Se non riusciamo a fare avanzare le donne formate, se non usiamo le loro competenze, a livello economico è un disastro. Un team misto è vantaggioso per l'organizzazione, la creatività e una corretta rappresentazione dei clienti di un'azienda. Quando si è capito questo, bisogna però ancora imparare come si fa, perché non si tratta di assumere più donne: si tratta di trasformare la cultura dell'impresa a lungo termine e in profondità».

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Pubblicato su Azione, agosto 2020

Il nostro seno


Perché siamo gli unici primati con le mammelle visibili anche quando non allattiamo? E cosa succede quando questa importante parte del nostro corpo ci tradisce? Tre donne cercano di distinguere ciò che vogliono loro da quello che vuole per loro la società

Erotico e materno, il seno è una favolosa e potente opera d’arte. Nella mitologia greca la Via Lattea è stata creata dal seno di Era: mentre la dea allattava Eracle, perse un po’ di latte che volò nel cielo notturno originando la nostra Galassia.

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Pubblicato su Ticino7, primavera 2020

Video rilassanti su Youtube: ai limiti della perversione


Asmr: l'orgasmo del cervello quando sente una certa voce o certi suoni; gente che prepara pietanze microscopiche con mini attrezzi di cucina; guardoni di gente che si schiaccia punti neri... il web pullula di video per dare un momento di piacere e relax a ogni tipo di voyeur. Ne parliamo anche con una psicologa.
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Pubblicato su Azione, aprile 2020

Il diritto al piacere. Sessualità di persone disabili


Dal cuore al corpo. Dalla tenerezza all’erotismo. È un passo che ogni essere umano ha il diritto di compiere. Si dà per scontato che la sessualità faccia parte della vita degli adulti; ma quando si parla di persone con disabilità, soprattutto importanti disabilità fisiche o mentali, allora questa consapevolezza svanisce. E spesso si preferisce immaginarle come eterni bambini, bisognose di tutto tranne che di questo aspetto intimo che riguarda ogni vita adulta compiuta.


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Pubblicato su La Regione/Ticino7 aprile 2020

Soccorritori: prima bisogna pulirsi le scarpe


Gianni Sicilia è soccorritore diplomato, cioè è quello che arriva con l’ambulanza quando ti fai male. Lavora per il Soccorso Tre Valli, che è nato proprio vent’anni fa, ed è padre di tre figli.
La cosa più difficile del suo mestiere? Non sapere se quando ti chiamano vai da qualcuno che conosci. La cosa più bella? Quando l’adrenalina lascia il posto al sollievo, perché capisci che il pericolo più grave è scampato.

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Pubblicato su Ticino7

La rivoluzione silenziosa della virilità


Un tempo erano i capofamiglia e portavano a casa lo stipendio. Oggi il lavoro è in crisi e le coppie tendono sempre più a condividere tutte le mansioni e le responsabilità.
C’è chi denuncia a gran voce la scomparsa dell’uomo virile e vorrebbe tornare a una maggiore suddivisione di genere. D’altra parte, da decenni stiamo assistendo a una rivoluzione silenziosa: quella della paternità.
Gli uomini di oggi sono liberi di essere chi vogliono? Chiediamolo a loro.
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Pubblicato sulla Regione

Contro l'Empatia. Perché troppa empatia fa male


Empatia: una parola e un concetto molto alla moda. Bisogna essere empatici per stare a questo mondo senza essere tacciati di egoisti e senza cuore: mettersi nei panni degli altri, soffrire per l’umanità in difficoltà, struggersi insieme ai protagonisti di tutte le peggiori storie del mondo.
Eppure quel dolore che ti viene nella pancia quando pensi ai bambini affamati non li salverà. Li salverà piuttosto una politica intelligente e lungimirante.
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Pubblicato su Azione

Manipolatori. Come riconoscerli e come liberarsene

 
Manipolatori



Tutti avranno conosciuto persone negative, ansiose, piene di critiche. Sono esasperanti e succhiano energia, ma non provocano angosce, insonnia, mancanza di fiducia in se stessi. Il manipolatore invece sì: ci distrugge nel più profondo di noi stessi, si insidia nei nostri pensieri giorno e notte, ci manda in depressione. Sono ben più rari, per fortuna, ma molto pericolosi. 

Pubblicato su Ticino7

La casa di mia madre, quando lei non c'è più



 
Quando una persona muore
a volte lascia un vuoto dentro e delle stanze piene.
E capita che lo sgombero sia
il miglior modo per congedarsi


Svuotare la casa dei genitori. Fa paura a moltissimi. È un peso, un’intrusione, un dolore. Quante persone mi hanno detto di aver fatto fatica, di non essere riusciti a buttare o a tenere quello che volevano. Ci sono famiglie che litigano, che si vendono tra loro i mobili, che non hanno lo stesso rispetto, la stessa leggerezza, o così gli sembra. Un fardello. Un momento di solitudine e polvere. C’era una signora, un’assistente sociale, che quando è andata in pensione mi ha detto: ‘Adesso vorrei fare quella che sta a fianco di chi deve sgombrare una casa. Curare quel distacco’.
Quando muore qualcuno non puoi tenere tutto, a meno di fargli il mausoleo. Se non hai le case di una volta, con la soffitta straripante, non puoi tenere quasi niente.
Devi guardare uno per uno ogni oggetto di una casa.
E può essere bellissimo.
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Pubblicato su Ticino7, febbraio 2020

Maternità: il filo che ci unisce. Storia di Angela Notari e della levatrice Lucia De Paris

Un libro sull'essere madre

Sorellanza è assenza di giudizio, ascolto, carezza. È qualcuno che viene a casa tua e riparte portandosi via il sacco dei rifiuti. È qualcuno che ti porta una teglia di lasagne da mettere in forno quando vuoi; qualcuno che ti dice: chiamami quando vuoi farti una bella doccia che vengo a casa tua a stare con il bebè. «Da quando è uscito il libro sono stata travolta dal bisogno di condividere e dalla sorellanza che teniamo nei cassetti», racconta Angela. Perché comunque il buon vecchio detto che ‘per far crescere un bambino ci vuole un villaggio’ è sempre vero, stampato in cima al cielo.

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Pubblicato su Azione inverno 2020

Psichiatria: non son mica matto



I manicomi sono nati in Europa nel Seicento. Ma non per un motivo di ordine medico, piuttosto per un’esigenza monarchica e borghese di ripulire le strade dagli emarginati. 
I matti erano sempre poveri, a volte disoccupati, omosessuali, alcolizzati, prostitute, donne che non si facevano picchiare dai mariti.
Ora è molto diverso: ci sono centri dove ognuno di noi può andare quando si sente un po' troppo fragile. 
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Pubblicato su Ticino7 gennaio 2020

Aline d'Auria e Boris Michajlov alla Biennale di Chiasso

Ad Aline d'Auria piacciono gli stadi intermedi. Quei segreti che mescolano gli elementi e rendono le cose molteplici. Ama i confini, Giano bifronte, quel momento quando dalla veglia si passa al sonno. Non per niente vive a Chiasso. Quando l’Ufficio Culture in Movimento della Città le ha chiesto di realizzare un’opera sulla migrazione silenziosa dall’Est Europa, ha deciso di lavorare sul viaggio, cioè su quel momento in cui una persona che vive in due mondi non è né di qua né di là.
«Prima ho incontrato persone. Russe, polacche, ucraine, rumene, albanesi, caucasiche, serbe, bosniache. Ho cercato di capire che cosa le aveva portate qui. Volevo sapere se a Chiasso si sentono a casa o se sognano sempre di tornare nel paese di origine. Mi interessava il contatto che mantengono con il luogo e la famiglia rimasta là, come comunicano e cosa si dicono?». Aline ha raccolto storie drammatiche, buffe, avventurose. Con un punto che la interessava: questi chiassesi dell’Est Europa, come li chiama lei, spesso a casa ci possono tornare, ogni anno, alcuni anche ogni mese. Tra loro ci sono badanti, ingegneri, musicisti, tecnici, donne delle pulizie.
E poi c'è chi nell'Europa dell'Est vi è rimasto. E questo è Boris Michajlov, il più grande fotografo dell'area ex sovietica, che lo racconta.

Palermo

 Pupi di ferro, minne di zucchero

Palermo fuori stagione offre tutto ciò che possono sognare gli amanti dei piaceri e della cultura, con un pizzico di avventura inaspettata

Se quello che cercate è bellezza, storia, buona cucina e perché no un pizzico di mare, però non vi piacciono il caldo eccessivo, la calca, i prezzi di alta stagione, allora Palermo d’autunno potrebbe fare al caso vostro. Naturalmente dovete amare i colori del Mediterraneo, i suoi canti di mercato di strada, la mescolanza di stili normanno arabo liberty e casoni popolari in decadenza. E non dovrebbero ributtarvi le interiora di capretto, un po’ di sporcizia qua e là, l’uso del clacson per esprimere la propria esistenza di guidatore d’automobile.
Il tour comincia vicino all’aeroporto, se volate. O al porto, se prendete una cuccetta da Genova.

Pubblicato su Il caffè

Mazara del Vallo: la città più araba della Sicilia

È la città più araba della Sicilia, dicono. Ma è una città fenicia, poi greca, cartaginese, vandala, bizantina. Una città di pescatori, di contadini, di commercianti. È una città di storie, di gabbiani e cani randagi. Di marinai.
Il Muezzin richiama alla preghiera cinque volte al giorno, le barche se ne escono a pesca al mattino e dalle chiese la sera escono i canti della Messa. 

Pubblicato su Ticino7

I Veneziani: il vero miracolo di Venezia

«Ieri un turista mi ha chiesto dove poteva trovare un’osteria tipica a Venezia. Io gli ho detto: vai di qua, passi sopra quel ponte, poi prendi la calle a destra, fai ancora un ponte e una calle, giri a sinistra e prosegui tutto dritto fino in stazione. Lì prendi il treno e scendi a Padova».

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Pubblicato su Ticino7

Storie all'orecchio. Il boom del podcast

 
«Il podcast è sulla bocca di molti e nelle orecchie di pochi». Daniel Bilenko parla di storie sonore nelle Università di Italia e Gran Bretagna e da anni contribuisce a costruire una cultura dell’ascolto anche da noi. «Qui molte persone pensano ancora che il podcast sia semplicemente la lista di quelle trasmissioni radiofoniche che si possono ascoltare in differita dopo che sono passate. Ma da una decina di anni il podcast è un mondo, una nuova biblioteca sonora che cresce ogni giorno di più, piena di storie prodotte da giornalisti, professionisti dell’audio o da persone comuni che sanno usare bene un telefonino. I podcast esistono indipendentemente dalle radio e quelli belli hanno alcuni tratti in comune: l’alta qualità del suono, il racconto della realtà usando tutti i trucchi della narrazione e la capacità di attivare la nostra immaginazione, rendendoci partecipi di quella storia».
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pubblicato su Azione

Giovani? No, bellissime. Storie di vecchiette stilose





La gioventù non è passata di moda, ma da un po’ di tempo non detiene più l’esclusiva della bellezza. Sarà per l’invecchiamento della popolazione o per la nausea a furia di ricercare la perfezione dappertutto, nuovi concetti di eleganza stanno sorgendo dappertutto. Anche nel campo della moda.
C'è un nuovo impulso di uomini e donne alla ricerca di espressione personale tramite i vestiti e gli accessori: l’advanced style, che sfida l’idea canonica di fisico sodo e fresco, rivendicando che ‘lo stile non ha età’, la classe è classe e il gusto è personale, non generazionale.

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Pubblicato su Azione

Gay: siamo persone che si amano. Storie di omoaffettivi in Ticino


 

«Oggi sono stati fatti passi avanti rispetto al passato», dice Giorgio. «Sulla carta non ci sono grandi discriminazioni, a parte la questione del matrimonio. Il gay pride è un giorno di festa, ma secondo me sarebbe bello se girassero rassegne di film a tema o cicli di conferenze; bisognerebbe parlarne anche nelle scuole. Inizierei però dal nome: sostituirei omosessualità con omoaffettività: siamo persone che amano, si innamorano, non solo che fanno sesso».


Pubblicato su Ticino7

Mestruazioni. Al ritmo della luna

  
Le donne di tutto il mondo stanno rivoluzionando il modo di vivere le mestruazioni

Media, blogger e case editrici non fanno che parlarne.
Ma non è solo il diritto di parlare di mestruazioni che è rivendicato.
È il diritto di sapere cosa c’è dentro ai tamponi,
il diritto a non considerare gli assorbenti un prodotto di lusso,
il diritto di essere più stanche e sensibili per qualche giorno al mese
senza essere tacciate di isteriche.
Le donne stanno dicendo che non sono nate per soffrire.



Apparso su Ticino7



La culla degli obbedienti. Inchiesta sul rapporto tra educazione e potere di Francesca Mandelli


Non vogliamo bambini di gesso

La culla degli obbedienti, di Francesca Mandelli, porta riflessioni sui rapporti tra educazione e potere

Negli anni Settanta Sergio Endrigo cantava la canzone del bambino di gesso, che ‘stava dove lo avevano messo, non sporcava i pavimenti, si lavava sempre i denti, non diceva parolacce, non faceva le boccacce’. La canzone era per genitori che si ribellavano ai sistemi educativi dell’anteguerra, che la facevano ascoltare ai loro bambini. Il Sessantotto e le rivoluzioni pedagogiche hanno modificato radicalmente il modo di crescere i figli, di lasciarli essere ‘quello che volevano’ e anche il modo di fare scuola.
C’è però chi ancora oggi mette in guardia contro i nuovi ‘bambini di gesso’: facciamo attenzione, bisogna distinguere permissivismo e libertà, autoritarismo e autorevolezza, contenimento e violenza, omologazione e rassicurazione, educazione e obbedienza.
Perché poi, continua Endrigo, quel bambino ‘ora grande è diventato, ma non è molto cambiato: compitissimo, prudente, ossequioso, diligente. Se gli danno sulla testa, dice grazie e non protesta.
Passa il giorno a fare inchini, non ha buchi nei calzini’...
E per metterci tutti in guardia, Francesca Mandelli ha appena scritto un libro.

Pubblicato su Azione

Mamme che fanno figli da sole




 Decidere di andare in un centro di fertilità per avere una donazione di liquido seminale non è più un tabù, anche se in Svizzera non è ancora possibile per le single...


«Ho provato così tante volte che hanno iniziato a farmi lo sconto: solo mille franchi per ogni embrione», ride Maria, perché è simpatica, forte, vitale, e perché adesso può posare lo sguardo su suo figlio, che è il regalo della vita più pieno che lei abbia mai ricevuto. Ha un nome greco questo suo bel figlio biologico, che le assomiglia tanto: è di Maria (non è il suo vero nome) e di un donatore di liquido seminale, che la clinica a Creta conosce, ma a cui loro non potranno mai risalire. Il nome, potrebbe essere Ulisse (non è Ulisse), è un omaggio alla terra dove Maria ha potuto rivolgersi per avere un figlio da single; in Svizzera invece la donazione di sperma è riservata alle coppie sposate.

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Pubblicato su Azione


Nataša prende il bus. Storie di badanti, di madri e di figlie

 
Anja, Nataša, Elvira, Alina, Romica, Katia, Iulia, Anna, Cristina: nove donne che hanno lasciato il loro paese nell’Est dell’Europa per lavorare come badanti in Occidente. Raccontano da dove vengono, il viaggio che hanno fatto, cosa hanno trovato qui.
Maddalena, Rosalia, Zoja, Natalia: quattro donne che a un certo punto della loro vita hanno dovuto decidere se assumere una badante per i loro genitori. Parlano dei loro sensi di colpa, del sollievo e della fatica (o no) di dare fiducia.
E poi c’è una nonna, che dava la benedizione alle sue nipoti, e Santina, che vive con una badante e dopo la morte vorrebbe diventare una morbida zolla di terra.
Quindici testimonianze cucite insieme da un canto d’amore, pieno di nostalgia e di voglia di conoscersi meglio. Una raccolta di voci attorno al mondo del lavoro di cura, dentro le nostre famiglie; un’opera di narrazione che mischia poesia e giornalismo.

Nata a Locarno, Sara Rossi Guidicelli è giornalista, scrittrice e mamma. Vive con la sua famiglia in Valle di Blenio, dove dirige la Rivista 3valli. Collabora con Azione, la Regione, Ticino7 e il collettivo letterario Arbok.
Chiara Fiorini, artista che vive a Zurigo, ha composto sei tavole per questo libro. È nata ad Acquarossa, si è diplomata alla Scuola Nazionale Superiore di Belle Arti di Parigi e dal 1983 vive e lavora a Zurigo. Accanto a dipinti in cui privilegia il figurativo e l’utilizzo di materiali e tecniche miste Chiara Fiorini crea oggetti e installazioni in interni e nella natura.
Le tavole illustrative che si trovano in questo libro sono state scelte dall’artista prendendo ispirazione dal testo e combinando parti dipinte e elementi ritagliati da stoffe e lettere.

Il libro si trova può ordinare in libreria o direttamente a ulivo@edizioni-ulivo.ch

Camminare sui carboni ardenti

 
La mia immaginazione mi mostra Mangiafuoco che minaccia Pinocchio di buttarlo nelle fiamme insieme con Arlecchino. Però voglio sapere perché qualcuno invece oltrepassa per hobby la sana paura di farsi male. Cosa ne ricava? Qual è il piacere per il quale buttare all’aria il buonsenso che ti dice di non scottarti? Quindi prometto che andrò.
È iniziata da poco la primavera quando Gérard Mocetti, organizzatore di camminate sulle braci ardenti, mi chiama: «Sabato camminiamo. Porta tre giornali vecchi, una coperta e un picnic. Siamo un gruppo di trenta persone, ti iscrivo come partecipante a tutti gli effetti».

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Foto di Stefano Spinelli. Articolo uscito su Azione

Artsakh, un fotografo e un pittore in Nagorno Karabakh


 


Il 4 ottobre a Yerevan German ha presentato il suo ultimo libro: Shushi 48 Hours, nella sala conferenze e concerti di un’osteria frequentata da giovani che si trova in uno scantinato. Shushi è la capitale culturale del Nagorno Karabakh, città posta a 1500 metri slm e gravemente colpita dalla guerra, che da alcuni anni cerca di riprendersi, puntando sulle sue risorse culturali e paesaggistiche per attirare turismo. Il Nagorno Karabakh, a seguito del referendum del febbraio 2017, ha adottato il nome ufficiale di “Repubblica dell’Artsakh” ed è così che qui la nominano, sebbene non sia ancora stata riconosciuta da nessun paese al mondo. «Questo libro non vuole mostrare le bellezze della città», spiega German alla piccola compagnia di persone venute per ascoltarlo. «I protagonisti delle fotografie sono gli uomini e le donne le cui vite sono legate a Shushi: quelli che sono stati cacciati da casa loro, quelli che sono stati forzati ad imbracciare le armi, quelli che hanno visto la propria città in fiamme, quelli che cercano di rifarsi una vita qui, quelli che la stanno ricostruendo. Siamo stati lì tre giorni, io e altri nove giovani fotografi tra i quali quasi nessuno conosceva Shushi. Ci siamo presi una giornata per perlustrare i luoghi e poi per 48 ore di fila ognuno era libero di andare dove voleva a cercare le storie che più gli piacevano». 

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Pubblicato su Il Caffè

Fa la brava e ribellati - Storie di Emma

 Emma ha 36 anni, un bimbo di 6, di professione è ingegnere informatico e quando ha finito di fare tutto disegna. E disegna non poco: sul suo blog si trova un’infinità di fumetti e di storie a vignette, alcune delle quali hanno fatto il giro del mondo e sono state pubblicate da Le Monde e The Guardian. Il grande successo di Emma è che i disegni sono semplici, simpatici e il messaggio folgorante.
Uno dei più apprezzati da tutte le mamme del pianeta si intitola “Les vacances”. Emma è appena rientrata al lavoro dopo il congedo maternità e insieme alle sue colleghe parla delle vacanze estive. Una di loro le dice: “Vai di nuovo via? Ma sei appena tornata...”. 
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Pubblicato su Azione 

Una giornata in carcere

Ho sentito dire che il carcere è la peggior cosa che ti possa capitare, che è troppo duro, che lì succede di tutto. Altri invece dicono che è troppo molle, che sembra un cinque stelle, che stai meglio lì che fuori. La verità sta nel mezzo, come quasi sempre? No, forse sta da un’altra parte.

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Pubblicato su Azione