Viaggio in Israele: Haifa, il kibbutz di Ein Gedi e l'asilo di Liun
Il Museum of broken relationship di Zagabria
'Me l'ha detto mio cuggino'; Fabio Caironi racconta di leggende metropolitane
Pierre Girard più succulento che mai con il suo 'Il banchiere non gradisce le bistecche'
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Pubblicato su laRegione Ticino
Tirana dentro e fuori. Dieci anni di Edi Rama
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Pubblicato su Dialoghi Internazionali
Scrittori e video artisti dalla Polonia a Bellinzona per il Festival di Babel
Storie di donne. Reality di Mariusz Szczygiel
Pubblicato su laRegione Ticino
Viaggio nel Parco botanico Isole di Brissago: Un giro del mondo in 80 passi
Pubblicato sulla Rivista di Pro Natura Ticino
Alice in Wonderland: le Meraviglie del Mart di Rovereto
Venivamo tutte per mare. Le spose giapponesi bisbigliate da Julie Otsuka
Sulla nave eravamo quasi tutte vergini. Avevamo i capelli lunghi e neri e i piedi piatti e larghi, e non eravamo molto alte.
Questo l’incipit di un nuovo caso librario, affascinante e un po’ ipnotico: Venivamo tutte per mare, di Julie Otsuka. Un racconto corale che narra la prima immigrazione giapponese negli Stati Uniti, negli anni Venti-Trenta. «Da molto tempo», ha dichiarato l’autrice, «volevo raccontare la storia di giovane donne giapponesi – le cosiddette ‘spose in fotografia’ – che giunsero in America all’inizio del Novecento. Mi ero imbattuta in tantissime storie interessanti durante la mia ricerca e volevo raccontarle tutte. Capii che non mi occorreva una protagonista. Avrei raccontato la storia da un punto di vista di un ‘noi’ corale, di un intero gruppo di giovani spose».
Publicato su laRegione Ticino
Telemarkada: festa del Telemark sul Monte Nara

Pubblicato sulla Rivista 3valli
Valeria Donnarumma apre Ego Gallery a Lugano per la Street Art e i giovani artisti
Nicolai Lilin, Kolima e Il respiro del buio

The Nahmad Collection al Kunsthaus di Zurigo. Mirò, Monet, Matisse e molti altri

Alessia Bervini, pittrice e scultrice, espone alla Galleria Job la sua arte del quotidiano

Progetto Mentoring a Paradiso
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Vedi anche articolo pubblicato in Maggio 2009
Progetto Mentoring a Locarno
Scrittori di Palestina - Suad Amiry, cantastorie di Ramallah
Figlia un uomo palestinese fuggito da Jaffa e di una donna siriana di Damasco, è cresciuta come rifugiata in Giordania, ha vissuto al Cairo e da circa venti anni è tornata nella terra paterna, a Ramallah. "Per questo, quando mi chiedono da dove vengo, dico genericamente che sono araba".
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Pubblicato da laRegione Ticino
Ritorno a Tahrir - Viaggio al Cairo tra la rivoluzione egiziana e le elezioni
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Pubblicato su laRegione Ticino
L’Egitto dopo la Rivoluzione, Marco Alloni: 'Sento i cervelli muoversi'
Marco Alloni abita al Cairo da 14 anni. Nel marzo di quest'anno ha pubblicato un libro per Aliberti Editore: Ho vissuto la rivoluzione. Diario dal Cairo, resoconto dei diciotto giorni che hanno portato alla caduta del presidente egiziano Hosni Mubarak. Inizia così: Aveva ragione la Fallaci: l’incendio divampa. Ma non l’incendio che intendeva lei. Divampa l’incendio della dignità araba. Lo incontriamo nel suo ufficio: un caffè nel quartiere di Mohandessin, dove passa molte ore del giorno e della notte. Gli chiediamo che aria tira, che cosa è cambiato, che cosa ci fa lui lì. Pubblicato su la Regione Ticino
Foto di Amel Roshdy
Bruna Martinelli: curarsi con le erbe
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Pubblicato sulla Rivista di Pro Natura Farmacia verde e sulla Rivista di Locarno
Ground Zero esce con Persone, terzo numero della Rivista Su Ciò Che Resta Del Ticino
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Pubblicato su laRegione
La Revue Parigina a Lugano: cancan tra paillette e eleganza e un po' di erotismo

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Vergogna Svizzera in un libro di Quilici
La Svizzera ha sulla coscienza un evento di cui si parla pochissimo. Nel suo ultimo romanzo, storico e autobiografico insieme, Folco Quilici denuncia il tradimento perpetrato dagli inglesi con la complicità dei confederati a danno dei cosacchi, subito dopo la fine della seconda guerra mondiale.Ventimila uomini, donne e bambini che finirono fucilati o sterminati nei gulag sovietici.
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Pubblicato su la Regione
Folco Quilici e l'umanità dentro il mare
È il più noto narratore italiano di mondi e genti lontane, con libri e film più volte premiati. Tutto cominciò nel 1948, quando all’età di 18 anni, Folco Quilici scoprì un’anfora sul fondale marino del mare di Sardegna, dove si era recato in vacanza con le attrezzature dell’epoca per le immersioni. Raccolse l’anfora e, di ritorno a scuola, la portò al suo insegnante di Storia dell’Arte, che commentò: «Il mare è una discarica». Diversamente però la pensava il suo allievo, che impegnò tutta la sua vita a ricercare tracce umane nel mare, considerandole fonti inestimabili per la Storia delle civiltà.Continua...
Pubblicato su la Regione
Babel invita la Palestina a Bellinzona
Vanni Bianconi è un poeta e sembra sempre camminare a mezz’aria, eppure i suoi piedi poggiano da qualche parte sulla terra e non c’è dubbio che si tratta di terra molto fertile. Ha pubblicato due libri, è stato chiamato fino in Indonesia a leggere le sue poesie, ha vinto premi per la sua poesia e le sue traduzioni e ha fondato un festival di letteratura che giunge quest’anno alla sua sesta edizione: il Festival di Babel.«È un festival aperto a tutti i curiosi, lettori e non. Vengono appassionati di traduzione, di letteratura, persone interessate alla cultura del paese ospite. Anche il nostro pubblico è babelico, multilingue: l’anno scorso c’erano anche molti sud americani e secundos, due anni fa i russi che abitano in Svizzera. Quest'anno tocca alla Palestina».
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Pubblicato su laRegione Ticino
Roman d'ados di Béatrice Bakhti
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Pubblicato da laRegione
Susy Boogie e i mitici Anni Cinquanta
“Stava emergendo un'altra Susy, gioiosa e birichina. Ballando mi sentivo bella, mi sentivo brava, e poco importa se lo ero davvero: non avevo paura di deludere nessuno e per me era una sensazione nuova. Il Boogie si presta a tutto e le regole sono solo tre: divertirsi; tener presente che non esistono errori ma solo variazioni sul tema; una donna che ride è più sensuale di una donna seria”.Continua...
Pubblicato da Azione
Fotografia di Vincenzo Cammarata
A Bellinzona c'è un Museo in Erba
Più che un museo è una sorta di luna park: puoi toccare, annusare, a volte indossare le opere d'arte. Impari che l'arte è un gioco, una lingua, un binocolo da puntare sul mondo. Il Museo in Erba è un luogo accogliente dove i bambini si accostano agli artisti e alle loro opere scoprendo che sono molto più vicini a noi di quanto solitamente pensiamo. La mostra iniziata a settembre è dedicata a Andy Warhol. Si lanciano palline per colpire le scatole di minestra e ci si traveste davanti allo specchio con parrucche, scarpe colorate, occhiali enormi, come piaceva fare anche a lui.Pubblicato da Azione
Motivo del viaggio: un fiore. L'Arum di Nicola Schoenenberger
Fermano la macchina di botto, escono correndo con sacchetti e piccozze. Sono tre. Ognuno parte in picchiata in una direzione diversa guardando a terra per non schiacciare piante rare. Si lacerano i vestiti tra i rovi e si addentrano in cespugli dove persino i cinghiali si scoraggiano. All'improvviso uno dei tre grida: “Trovato!”
Inciampare nel Tango Illegal
“Cacciarci via sarebbe come prendere a martellate un fiore solo perché è cresciuto da solo, perché nessuno lo ha piantato”. Così fanno i ballerini di Tango Illegal: si appropriano del suolo pubblico, si esprimono abbracciati, meravigliano i passanti il tempo di una milonga, e poi via, da un'altra parte, sans papiers et sans soucis. In cima a un tetto, sul lungolago, sotto un portico, davanti alla cattedrale, i clandestini del tango hanno passato l'estate a Lugano portando il ballo tra le persone, in città, fuori dalle scuole di danza e dai locali appositi. E a nessuno, per fortuna, è venuto in mente di prendere a martellate un fiore che il giardiniere comunale non aveva previsto.Pubblicato da laRegione Ticino
(fotografia di Tatiana Scolari)
Harley Davidson, la libertà sventola a Lugano
Chi è stufo delle regole dal fiato corto e vuole respirare libertà, chi si annoia davanti al programma della propria vita sempre uguale, giorno dopo giorno, chi si sente bene nel gruppo ma non intende omologarsi, chi insomma ha voglia di vento nei capelli si metta comodo su una Harley Davidson e accenda il motore.Da giovedì a domenica, gente che la pensa così si è riunita a Lugano.
Voi da dove arrivate? “Da Bari: 12 ore e 8 magliette”; “Da Jersey, 1800 chilometri, tre giorni” (come gli brillano gli occhi mentre dice 'tre giorni', che se erano solo due non era così contento). Perché tu hai un elmo in testa? Petto in fuori, sguardo fisso, voce fiera: “Perché sono romano”. Sono arrivati gli Harley Davidson Owners, quelli che ne possiedono una e con lei attraversano l'Europa.
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Pubblicato da laRegione Ticino
(fotografia di Sauro Giornali)
Jump, un salto nella vita di Bindu de Stoppani
Dai balconi sulla piazza, alcuni curiosi assistono alle riprese del film Jump. Probabilmente turisti in vacanza, ma forse anche qualche abitante di Intragna. La piazza della chiesa con il campanile più alto del Ticino è ingombra di macchine da presa, telai per la luce, comparse che aspettano il loro turno, sintetizzatori e cabina di regia. Ad un certo punto, scoppia una gran risata. Pubblicato da laRegione
(fotografia di Aliocha Merker)
La perfezione che noia
Una volta ho chiesto a un amico come trovava la Svizzera. Lui è turco e stava a Berna per un periodo e mi ha detto che non gli piaceva. Mi ha spiegato che Berna è una città pulita, ordinata, si cammina bene, tutto è ben organizzato, è chiaro dove bisogna parcheggiare la macchina e dove buttare il sacco della spazzatura, il marciapiede non è pieno di buche... io a un certo punto l'ho interrotto e gli ho chiesto che cosa non gli piacesse allora, visto mi stava elencando solo pregi e qualità. Lui mi ha guardata e mi ha chiesto Ah, perché per te queste sono qualità?
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letto in occasione della festa di fine anno della Supsi
La scelta del ricordo per l'Expo Neuchâtel 2002
Un'esposizione universale ha due scopi: deve lasciare un segno negli individui che vi partecipano e nella memoria collettiva cittadina, e deve cambiare fisicamente il paesaggio della città coinvolta. Sta scritto nella Convenzione delle Esposizioni Universali e continua a essere una delle regole da seguire per tutti i paesi che promuovono un'Expo.Pubblicato da Dialoghi Internazionali
(fotografia di Gaetan Bally, Keystone)
L'altro Mondo di Cyrano Bergerac
Di Savinien de Cyrano Bergerac, sappiamo che era francese, che aveva il naso lungo e scriveva bene, che era timido con le donne e non sopportava la gente che non sogna.Il personaggio è diventato celebre grazie a una pièce di teatro, scritta alla fine dell'Ottocento, ma il vero Cyrano, che forse non tutti conoscono, era un libertino appassionato di astrofisica, è vissuto mentre Galileo Galilei invecchiava e il piccolo Luigi XIV diventava il Re Sole.
Scritto e letto a Rete Due, Rsi
Dionigi Tettamanzi. Lettera sull'altruismo e l'ascolto civile.
Scrivo a te che potrai subire la crisi, non per farti paura ma per farti coraggio. Ti scrivo che quando subirai la crisi, semmai la subirai in modo grave, sarai molto contento di sapere che c’è una persona che agisce velocemente e tiene in considerazione la solidarietà, quella sapiente e gentile, e ti voglio raccontare ciò che avverrà. Pubblicato dalla rivista Impresa&Stato
Siamo tutti Hrant Dink
Un progetto Mentoring a Locarno (e ora a Paradiso)
Ragazzi che hanno perso la voglia di combattere per quello che vogliono o che non inseguono i loro sogni perché hanno troppa paura di fallire. Ma l'unico fallimento è la rinuncia. E contro la rinuncia scendono in campo Furio Vanossi e la sua squadra di mentori.
A settembre dell'anno scorso ha avuto avvio il Progetto mentoring, finanziato dai proventi della vendita dell'oro in eccesso della BNS e realizzato da pro juventute nella regione di Locarno. Da allora, già una trentina di giovani in difficoltà ha beneficiato dell'accompagnamento di un mentore. Sarebbe a dire?
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Pubblicato dal settimanale Azione
Andare, partire, studiare
Parole per Milano offesa inclinata cinerea distesa giallina tiepida femmina Vanni Bianconi, poeta Dalla pianura del Po risali il fiume Ticino, attraversi un lago grande, ne vedi uno medio, tanti piccoli e gradualmente arrivi alle Alpi. La lingua cambia mano a mano che sali, non quella ufficiale, che rimane la stessa, ma il dialetto, che dalla pianura alla montagna diventa sempre più duro, come i fiori e l'erba. Un tempo (mia nonna era piccola ma si ricorda), da quelle parti mangiavano solo polenta. Circa a metà strada trovi un confine. Un confine genera contrabbando (mio nonno, dopo la guerra, sigarette per l'Italia; riso e salame per la Svizzera), immigrazione, frontalieri, scambi economici e culturali. A volte si dice “passi Chiasso ed è un altro mondo”. Milano era già grande e ricca secoli fa, mentre il Ticino era costituito da valli e piccoli borghi. I giovani montanari scendevano in città per trovare un maestro, una scuola o un lavoro. Sapevano lavorare il legno e la pietra: diventavano scalpellini, stuccatori, muratori e qualcuno anche capomastro o pittore. Più tardi sono venuti per studiare Turismo, Economia, Lettere, Commercio, Musica. Da una ventina d'anni, si incrociano con altri studenti che da Milano salgono verso la Svizzera. Per andare a scuola, per formarsi. Studiano all'estero, ma in italiano e la sera tornano a casa. Sono iscritti al Conservatorio, all'Accademia di Architettura, all'Università e alla Scuola Universitaria Professionale. Le ragioni del partire sono molte, da Milano, da Bellinzona, da Lugano; qualcosa ti spinge, qualcosa ti attrae. Vediamo un po'. Continua... Pubblicato da Dialoghi Internazionali |
Si chiama Spazio Ado
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Pubblicato dal quotidiano la Regione Ticino (parte prima)
Fondazione Amilcare, la casa secondo Raffaele Mattei

«L’abbandono è la costante nelle storie dei ragazzi emarginati. Bambini trascurati, svalutati, genitori molto sofferenti loro stessi non sono una novità di oggi. Negli anni Novanta abbiamo iniziato una formazione in terapia familiare: quando l’abbiamo terminata di famiglie non ne restavano quasi più. Ecco che cosa sta cambiando. Prima di parlare di disagio giovanile, quindi, bisogna avere il coraggio di parlare del disagio diffuso in tutti gli strati della nostra società.
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pubblicato dal quotidiano laRegione Ticino (seconda parte)
Memorie di un Ebreo d'Irak
L'Iraq sta vivendo una situazione dilaniante, e lo sappiamo tutti. Più difficile, invece, è immaginare che nonostante tutto c'è chi prova ad avere ancora fiducia. Come? Ripescando nella storia modelli di convivenza pluriconfessionale e di identificazione nazionale positiva.Cucina d'Armenia di Sonya Orfalyan - per conoscere il popolo armeno

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Mario Botta, l'expo 2015 di Milano e la città

Milano si trova oggi di fronte a una grande opportunità, datale dall'Esposizione Universale che ci sarà nel 2015. Come potrebbe trarne vantaggio la città?
Milano ha subito negli ultimi decenni una furiosa trasformazione urbanistica, silenziosa, che ne ha stravolto le periferie. C'è stata una sorta di caduta ideologica dei piani regolatori: trattative private hanno portato a un'edificazione selvaggia e la fascia periferica attorno a Milano è cresciuta in modo impressionante rispetto al passato. A mio parere ha bisogno di essere corretta.
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Pubblicato da Dialoghi Internazionali
Il nuovo capitalismo di Muhammad Yunus
Fiabe e riti, Sonya Orfalian racconta l'Armenia
Tbilisi, agosto 2008. La guerra d'Ossezia e i suoi profughi
Di soldati a Tbilisi non se ne vedono. Gli abitanti della capitale georgiana, dopo aver passato giorni e notti ad ascoltare le notizie della guerra in Ossezia del sud, dopo aver aspettato che rientrasse chi stava trascorrendo le vacanze sul Mar Nero e non poteva tornare, dopo aver sentito le bombe che hanno colpito l'aeroporto militare alla periferia di Tbilisi e aver temuto che l'esercito di Putin circondasse e attaccasse la loro città, dopo aver accolto migliaia di profughi che si riversavano nella capitale e cercavano letti, cibo, medicine, insomma dopo aver vissuto la guerra, gli abitanti di Tbilisi si sentono più pacifisti che mai.
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Giochi pericolosi per russi annoiati. Dirige Sergej Knjazev
Sergej Knjazev
C'era una volta in Siberia un Principe terribilmente annoiato. Era stato ai quattro angoli del mondo e le sue ricchezze gli avevano permesso di sperimentare qualsiasi cosa, ma giunto all'età di quarant'anni non c'era più nulla in grado di emozionarlo. In un gelido pomeriggio, il principe entrò nel caffè di un circolo studentesco e vide alcuni giovani discutere appassionatamente. Quello che sembrava essere il leader della compagnia lo invitò a sedersi e a raccontare il perché di quell'aria infinitamente triste: in cambio, gli disse, si impegnava a restituirgli la voglia di vivere. Fu esattamente quello che accadde, in modi che difficilmente vi potreste immaginare.
Pubblicato dalla rivista Equilibri






